Convertire Immagini in WebP

Convertire immagini in WebP online: da JPG e PNG a file fino al 30% più leggeri, ideali per il web, con qualità regolabile dal vivo.

Carica una foto per iniziare Clicca, trascina qui o incolla (Ctrl+V) — JPG, PNG, WebP Scegli immagine
100% privato — la tua foto non lascia mai il tuo dispositivo

Come convertire un'immagine in WebP online

  1. Carica JPG o PNG

    Premi “Scegli immagine”, trascina il file nella pagina o incollalo con Ctrl+V. Non hai un'immagine sottomano? Il pulsante “Prova una foto di esempio” ne carica una per te.

  2. Trova la qualità giusta

    Sposta lo slider “Qualità” e osserva il confronto Originale/Nuovo aggiornarsi in tempo reale: il badge in −% ti dice quanto stai risparmiando. Per il web, il punto dolce è tra 75% e 85%.

  3. Verifica l'anteprima

    Controlla che zone uniformi e dettagli fini siano puliti alla qualità scelta; con “Annulla” torni comunque all'originale in un clic.

  4. Scarica il WebP

    Clicca “Scarica” e ottieni il file .webp pronto da pubblicare, senza filigrana né registrazione.

WebP: il formato nato per il web

Il WebP è stato progettato con un unico obiettivo: far viaggiare le immagini su internet con meno byte. Riunisce in un solo formato i punti di forza degli altri due — la compressione con perdita per le foto come il JPG, la modalità senza perdite e la trasparenza come il PNG — e a parità di resa visiva produce file mediamente più leggeri di entrambi. Se gestisci un sito, un blog o un e-commerce, servire le immagini in WebP è uno degli interventi con il miglior rapporto sforzo/beneficio: pagine più rapide, meno banda consumata e punteggi migliori nei Core Web Vitals, il metro con cui Google valuta la velocità percepita. Per capire nel dettaglio come si colloca rispetto agli altri formati, la guida al confronto tra JPG, PNG e WebP analizza caso per caso.

Quanto pesa in meno, davvero

Il dato di riferimento è una riduzione di circa il 25-30% rispetto a un JPG di pari qualità visiva, e ancora di più rispetto a un PNG fotografico. Qualche esempio realistico:

  • Foto di copertina da 480 KB in JPG → circa 330 KB in WebP a qualità 80%
  • Immagine prodotto in PNG da 1,2 MB → intorno ai 180 KB in WebP
  • Galleria di 20 foto da 8 MB totali → sotto i 6 MB senza differenze visibili

La codifica avviene interamente nel tuo browser tramite l'API Canvas: i nostri server non vedono mai l'immagine, e il file esportato nasce già ripulito dai metadati EXIF. Per risultati ottimali sulle immagini molto grandi, porta prima i pixel alla misura di pubblicazione: ridimensionare e convertire insieme moltiplica il risparmio.

Compatibilità: ormai è un problema risolto

Per anni il freno all'adozione del WebP è stato Safari, che lo ha adottato nel 2020 con la versione 14. Oggi il supporto è di fatto universale: Chrome, Firefox, Edge, Safari, Opera e i browser di Android e iOS lo leggono nativamente, e la copertura sugli utenti reali supera il 97%. Puoi quindi pubblicare WebP su un sito senza fallback per la quasi totalità del pubblico. Le eccezioni sopravvivono fuori dal browser: alcuni client di posta desktop (il vecchio Outlook su tutti), software datati e certi gestionali aziendali non lo aprono, e non tutti i servizi di stampa lo accettano. La strategia sensata è usare il WebP per tutto ciò che vive dentro una pagina web e tenere un JPG di riserva per allegati e destinatari sconosciuti: la riconversione richiede pochi secondi.

Quando conviene restare su JPG o PNG

Il WebP è quasi sempre la scelta migliore per il web, ma non è la risposta a tutto. Conviene un altro formato quando:

  • invii allegati a sconosciuti: un JPG si apre ovunque, anche su sistemi vecchi di quindici anni;
  • stampi in un laboratorio o in copisteria: molti flussi di stampa accettano solo JPG, PNG o TIFF;
  • l'immagine è un file di lavoro da riaprire e risalvare più volte: meglio un PNG senza perdite, che non si degrada a ogni passaggio;
  • carichi su piattaforme che ricomprimono comunque le immagini nei loro formati interni.

In tutti gli altri casi — siti, blog, newsletter via web, portfolio online — il WebP ripaga a ogni caricamento. E se l'obiettivo è solo alleggerire senza cambiare formato, c'è lo strumento per comprimere le immagini online.

In breve

IngressoJPG, PNG, WebP…
UscitaWebP (qualità 10–100%)
Risparmio tipico25–30% vs JPG
TrasparenzaSupportata
GratisSì, senza filigrana

WebP in 3 numeri

  • 2010: l'anno in cui Google lo ha presentato
  • −30%: peso tipico rispetto a un JPG equivalente
  • 97%+: quota di browser che lo supportano oggi

Domande frequenti

Il WebP funziona su tutti i browser?
Sì, su tutti i browser moderni: Chrome e Firefox lo supportano da oltre un decennio, Safari dal 2020 (versione 14) e con lui l'intero ecosistema iOS. La copertura reale supera il 97% degli utenti, quindi per un sito pubblicato oggi il WebP non richiede più immagini di riserva in altri formati.
Che qualità impostare per le immagini di un sito?
Tra 75% e 85% ottieni il compromesso migliore: peso ridotto in modo netto e differenze invisibili alla distanza di lettura. Usa il confronto Originale/Nuovo per verificare: se il badge segna già −60% a qualità 80%, non ha senso scendere oltre e rischiare artefatti nelle sfumature.
Il WebP mantiene la trasparenza?
Sì, e a differenza del PNG la conserva anche in modalità con perdita, con un peso molto inferiore. Se converti un PNG trasparente, lo sfondo resta trasparente nel file finale. Ti serve invece il massimo della fedeltà per un file di lavoro? Allora converti in PNG, che resta lo standard lossless più compatibile.
Posso riconvertire un WebP in JPG o PNG?
Certo, ed è utile per allegati email o software che non aprono il WebP: bastano pochi secondi con lo strumento per convertire in JPG. Ricorda solo che il WebP con perdita ha già scartato qualche informazione: per le riconversioni parti quando possibile dal file originale.
Perché il mio WebP pesa più del JPG di partenza?
Capita quando l'origine è un JPG già compresso in modo aggressivo e converti a qualità molto alta: il nuovo encoder deve codificare anche gli artefatti esistenti. Abbassa lo slider “Qualità” finché il badge non torna in negativo, oppure riparti dal file originale non compresso.

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